L’origine inventata della nozione di Dio

Capire l’origine della nozione di Dio non è solo una curiosità astratta, ma serve per delineare un contesto preciso e coerente entro cui elaborare le proprie convinzioni. Ma ancora più importante: l’analisi del come e del perché la nozione di divinità abbia fatto la sua comparsa all’interno della nostra civiltà può essere addirittura impiegata per comprovare in prima battuta l’esistenza o l’inesistenza di Dio.

Il senso di quest’ultima affermazione può essere ben riassunto dal proverbio: “la mela non cade mai lontano dall’albero”, o detto altrimenti: la conseguenza ci dice sempre qualcosa della causa che l’ha determinata.

Non sorprende quindi che gli studiosi atei, non credendo nell’esistenza di Dio, abbiano cercato e proposto una giustificazione per così dire naturale al ruolo che il divino ha finito per assumere all’interno della nostra civiltà. In sostanza secondo questi studiosi dietro la nozione di Dio non si celerebbe alcun grande mistero né una qualunque altra cosa capace di rimandare a un ché di soprannaturale, ma semplicemente una decisione prettamente umana.

In questo ambito la spiegazione più largamente condivisa è quella seconda la quale la nozione di Dio sarebbe stata elaborata a tavolino da alcuni uomini privi di scrupoli, il cui interesse era propriamente e specificatamente quello di sfruttare l’ingenuità e il timore del popolo di fronte allo scatenarsi degli elementi della natura, per asservirli al proprio egoismo. Detto in termini più espliciti: l’obiettivo di tali uomini nel farsi portavoce di una qualche divinità, era quello di imporre alla popolazione regole a proprio uso e consumo, spacciandole come necessarie al fine di evitare nuove collere divine.

Ogni tentativo di ricondurre la nozione di Dio all’espressione culturale dell’uomo ha però un grande punto debole: l’incapacità di spiegare perché società e culture quasi ad ogni angolo della Terra e in diverse epoche siano giunte l’una indipendentemente dall’altra a sviluppare una loro nozione di divinità. Una simile coincidenza ripetuta in luoghi e tempi così differenti non può essere in alcun modo ignorata, e richiede una spiegazione ben più convincente e articolata di quelle che sono state finora proposte.

In sintesi all’attuale stato della conoscenza non si può sostenere con cognizione di causa che la nozione di Dio sia solo e semplicemente un parto della mente umana, ma dietro di essa deve celarsi qualcosa che noi esseri umani abbiamo connaturato alla nostra natura.

Il fatto che gli studiosi atei non abbiamo saputo affrontare nella maniera adeguata questa tematica, dimostra una volta di più come non ci si possa occupare di Dio in maniera seria ed efficace senza rapportarsi al contesto di fondo in cui ci si muove, e senza cercare una spiegazione razionale ed esauriente a tutte le questioni che lo riguardino.

Per vedere come sia possibile spiegare in modo soddisfacente l’origine della nozione di Dio, si può fare riferimento al mio libro: “Tutte le verità su Dio”.

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