I paradigmi della mente e le prove a sostegno

In futuro la nostra comprensione dell’universo sarà molto diversa dall’attuale e sembrerà assurdo che qualcuno abbia davvero creduto che la materia potesse esistere senza poggiare su nulla, ed essere capace al contempo di produrre vita e intelligenza.

Fortunatamente non dobbiamo aspettare tanto per comprendere come stanno le cose. Infatti già ora disponiamo di ragioni ben precise per considerare l’universo come il prodotto di una mente che lo immagina.

Innanzitutto vi è la constatazione che tutte le forme di vita capaci di un’interazione forte con l’ambiente siano state dotate dall’evoluzione naturale di un sistema nervoso più o meno rudimentale e quindi di una mente. Visto che le dinamiche dell’evoluzione naturale portano alla sopravvivenza del più adatto siamo al cospetto di un accadimento nient’affatto accidentale, che richiede una ben precisa interpretazione.

In buona sostanza se è attraverso l’espressione della mente che le forme di vita divengono adatte a interagire con l’universo è perché evidentemente le modalità con cui esso si esprime ricalcano quelle tipiche di una mente.

D’altro canto la nostra mente è perfettamente in grado di immaginare un universo simile a quello nel quale viviamo, fatto cioè di galassie, stelle, pianeti e forme di vite. E questo significa che la nostra mente costituisce di fatto l’unico fenomeno osservabile e ripetibile attraverso il quale è possibile spiegare ciò che permette all’universo di essere quello che è, e di mantenersi tale.

Detto in altri termini: se la capacità della materia di essere autosufficiente in sé stessa non è avvalorata da alcun tipo di fenomeno osservabile ripetibile, non può dirsi lo stesso dell’ipotesi secondo la quale sia una mente a sostenere tutto ciò che esiste.

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