I paradigmi della mente e le scienze sperimentali

Le scienze sperimentali, a differenza di quelle esatte, consentono solo una conoscenza temporanea e provvisoria della realtà indagata, come avviene ad esempio nel caso della fisica.

E anche in questo caso è l’impiego dei paradigmi della mente che ci consente di scoprirne la ragione.

Per prima cosa conviene osservare come le scienze sperimentali non siano altro che una descrizione delle proprietà che le varie manifestazioni della realtà mostrano nel tempo. Ad esempio la legge fisica secondo la quale: “ogni oggetto sospeso nel vuoto cade verso la Terra” fa riferimento al movimento degli oggetti lasciati a se stessi quando li osserviamo nel tempo.

Successivamente possiamo osservare come ciò che immaginiamo muti nel tempo in modi che non riflettono esclusivamente le proprietà temporali della nostra immaginazione. Ad esempio una proprietà che la nostra immaginazione mostra nel tempo è quella che percezioni distinte possano essere prodotte successivamente conservando la propria individualità. Ma il fatto che nel tempo siamo in grado di immaginare un oggetto che cade nel vuoto mantenendosi uguale a sé stesso, non determinerà il modo con cui questo si troverà a cadere.

E se questa libertà da un lato ci permette di riprodurre all’interno dell’immaginazione qualsiasi tipo di dinamica seguita dagli oggetti presenti nell’universo, dall’altro lato ci obbliga a cercare quali siano tale dinamiche, procedendo per tentativi.

Infatti in virtù dell’equivalenza creativa tra la nostra mente e la realtà, l’indipendenza tra la dinamica degli oggetti e le loro proprietà temporali si troverà pari pari anche nell’universo. In buona sostanza anche se gli oggetti reali saranno soggetti alle stesse proprietà temporali di quelli presenti all’interno della nostra immaginazione, potranno trovarsi a manifestare qualsiasi dinamica.

Questo significa, ad esempio, che quando un oggetto è lasciato a sé stesso, a stabilire la dinamica della sua caduta non sarà nulla che potremo percepire direttamente, ma saremo costretti a procedere attraverso ipotesi e sperimentazioni.

Il senso di quest’ultima affermazione è che solo quando troveremo un’ipotesi di dinamica che spieghi tutte le osservazioni di quel tipo, potremo esporci ragionevolmente sulla sua effettiva validità.

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