Dio è necessario all’universo

Dio non è presentato ai credenti solo e semplicemente come il creatore dell’universo, ma anche e sopratutto come il fondamento su cui ogni altra cosa si regge. In questi termini i credenti considerano Dio la causa necessaria di ogni altra, ovvero colui senza il quale nient’altro esisterebbe.

In buona sostanza un universo senza Dio non sarebbe pensabile né potrebbe essere concepito, perché privo della potenza sufficiente per contrapporsi al nulla. Il nulla è in ultima analisi la vera condizione antitetica a Dio, e poiché il nulla non è, ad esserci sarà Dio e in modo necessario.

Se una simile argomentazione può soddisfare i credenti, ed evitare che sentano il bisogno di mettere in discussione il ruolo di Dio quale ente necessario all’esistenza di ogni altra, diverso è invece il caso degli studiosi, i quali sono proprio chiamati ad affrontare queste delicate questioni.

A rendere particolarmente delicata la suddetta questione è il fatto che se attribuiamo a Dio la proprietà di essere colui da cui ogni altra cosa ha avuto origine, ci esponiamo alla domanda ricorsiva di chi o cosa sia responsabile della sua di origine. In questo senso impiegare Dio per dare una risposta a cosa abbia originato l’universo non fornisce di fatto alcun utile contributo alla nostra conoscenza, e viene a costituire un’affermazione vuota di contenuto che lascia aperto proprio lo stesso mistero che avrebbe voluto risolvere, spostandolo semplicemente di un ulteriore livello più in là.

Quello che gli studiosi credenti dovrebbero fare per apportare un utile contributo allo stato della nostra conoscenza, e quindi dare sostanza all’affermazione secondo la quale Dio costituirebbe la causa di tutto, è spiegare in che modo ogni cosa si sia generata da lui.

Va osservato come per raggiungere un siffatto obiettivo non basti elaborare un’argomentazione astratta più o meno convincente di come l’universo sarebbe entrato in esistenza per mezzo di Dio, ma è altresì necessario riportare e ricondurre ogni passaggio di tale descrizione allo studio di fenomeni osservabili e ripetibili presenti nel nostro universo. Detto altrimenti: una qualsiasi spiegazione data in proposito che però non potesse essere rimandata a nulla di conoscibile e verificabile concretamente si delineerebbe come arbitraria e quindi ingiustificata.

È inutile dire che questo obiettivo non è ancora stato raggiunto, e quindi all’attuale stato della conoscenza non si può sostenere con cognizione di causa come invece fanno gli studiosi credenti che Dio costituisca la causa di ogni cosa e che dunque sia esso stesso necessario all’esistere dell’universo.

Il fatto che gli studiosi credenti non abbiamo saputo affrontare nella maniera adeguata questa tematica, dimostra una volta di più come non ci si possa occupare di Dio in maniera seria ed efficace senza rapportarsi al contesto di fondo in cui ci si muove, e senza cercare una spiegazione razionale ed esauriente a tutte le questioni che lo riguardino.

Per vedere come sia possibile dare una spiegazione soddisfacente al rapporto di necessità che lega Dio all’universo, si può fare riferimento ai miei libri: “Tutte le verità su Dio” e “La natura dell’esistenza”.

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