Che il male regni in lungo e in largo nel nostro mondo senza incontrare troppi ostacoli lungo il suo cammino sembra ormai una constatazione banale se non addirittura ovvia e scontata. A crimini, ingiustizie, guerre e sopraffazioni si unisce infatti lo sfogarsi degli elementi più distruttivi della natura quali tempeste, alluvioni, terremoti ed eruzioni.
Tuttavia quello che colpisce maggiormente il nostro senso morale sono le tragedie che vediamo accanirsi impietosamente contro i più deboli: gli innocenti, i poveri e i bisognosi, perché stridono in maniera forte e aspra con il moto di compassione e il senso di giustizia che ci animano.
Sentiamo intimamente che se ne avessimo il potere impediremmo il verificarsi di tutto questo dolore, ma i buoni propositi servono a poco in un mondo come il nostro dove questi scempi sono accaduti, accadono e continueranno ad accadere che a noi piaccia o meno.
Non sorprende che questo tipo di considerazioni siano fatte proprie dagli studiosi atei, i quali le chiamano in causa per sostenere che se pure un Dio dovesse esistere si qualificherebbe più propriamente come sadico e crudele piuttosto che come sommamente buono, checché ne dicano le scritture religiose e le intime percezioni dei credenti.
Una simile posizione da parte degli studiosi atei risulta invero completamente sballata per delle ragioni precise che adesso andremo ad esaminare.
Innanzitutto va detto che molte delle cose che a noi sembrano orribili le osserviamo da una prospettiva incompleta e povera di informazioni. In buona sostanza non siamo in grado di dare un giudizio di merito davvero affidabile e consapevole di quanto vediamo accadere perché non ne conosciamo le conseguenze a lungo termine, né conosciamo le conseguenze che si sarebbero prodotte in uno scenario alternativo.
Prendiamo ad esempio l’impiego delle bombe atomiche alla fine della seconda guerra mondiale. Siamo certamente di fronte ad un crimine atroce contro popolazioni civili inermi. Anche se si tratta di un’azione compiuta durante la guerra, sembra piuttosto difficile riuscire a classificarla come qualcosa di diverso da un abominio.
Eppure è del tutto verosimile che se l’umanità non avesse conosciuto in quella occasione l’effetto distruttivo degli arsenali atomici, lo avrebbe conosciuto in altre occasioni, e ben più drammatiche.
In definitiva anche qualcosa che sembra oggettivamente condannabile come l’impiego di armi atomiche contro il Giappone, può apparire tale solo sulla base delle informazioni limitate in nostro possesso.
Altro punto importante da osservare è che non solo abbiamo una conoscenza limitata di quello che si verifica nell’ambito materiale, ma siamo del tutto ignari di ciò che dovesse avvenire oltre di esso.
Prendiamo ad esempio la morte di un neonato. Anche se a noi sembra un accadimento terribile, non la penseremmo certamente allo stesso modo se potessimo percepire la sua anima mentre prosegue la propria esistenza in un piano di vita ultraterreno, a contatto con gioie e soddisfazioni ben maggiori di quelle a cui invece siamo destinati noi nel piano terreno.
Quanto visto ci fa comprendere come i nostri giudizi non possano avere una valenza oggettiva tantomeno assoluta, e per questo non potrebbero né dovrebbero essere usati dagli studiosi atei per giudicare Dio, il quale (se esiste) a differenza di noi è a conoscenza di ogni informazione, ed è il solo che può giudicare se qualcosa sia giusta o sbagliata, buona o cattiva.
Il fatto che gli studiosi atei siano caduti in questo grande e grave abbaglio, dimostra una volta di più come non ci si possa occupare di Dio in maniera seria ed efficace senza rapportarsi al contesto di fondo in cui ci si muove, e senza cercare una spiegazione razionale ed esauriente a tutte le questioni che lo riguardino.
Per comprendere quale sia il modo corretto per inquadrare il male e il suo rapporto con Dio si può fare riferimento al mio libro: Tutte le verità su Dio.
